Il datore di lavoro deve richiedere l’omologazione e deve periodicamente sottoporre a verifica i propri impianti elettrici presenti in luoghi con pericolo di esplosione (zone ATEX). Esempi classici sono i distributori di benzina oppure le centrali di decompressione metano. Per tali luoghi è necessario in via preliminare procedere a una classificazione delle aree in coerenza con le Norme CEI EN 60079-10-1 in caso di gas e CEI EN 60079-10-2 in caso di polveri. Tale studio guiderà il progetto dell’impianto elettrico da parte di professionista abilitato, con scelta specifica dei materiali e degli apparati ATEX.
A due anni dall’entrata in esercizio dell’impianto elettrico, periodo nel quale deve avvenire l’omologazione obbligatoria da parte degli organi competenti per territorio (ASL o ARPA), il DL è tenuto alla verifica periodica incaricando l’ASL/ARPA o un Organismo Abilitato dal MiSE.
I servizi di ispezione permettono di accertare il persistere della rispondenza dell’impianto elettrico e dei sistemi adottati alle norme di sicurezza e alla regola dell’arte, così da non risultare modificate le condizioni originarie di sicurezza. Nello specifico gli ispettori rileveranno:
- l’idoneità del tipo di costruzione (tipo, gruppo, classe, stato di conservazione);
- l’idoneità dell’impianto (tipo di cavi, giunti, raccordi, equipotenzialità);
- la verifica di protezione da sovraccarico per le linee di alimentazione dei motori, se esistenti;
- le condizioni ambientali (polvere, agenti corrosivi);
- la conservazione delle condizioni di sicurezza originarie.
Al termine delle ispezioni, la MA.DE. rilascerà il verbale di ispezione ai sensi del DPR 462/01.
Le attività in quest’ambito sono effettuate in coerenza con il regolamento generale delle attività d’ispezione e da tecnici abilitati come di seguito riportato.